"È incredibile": come l'IA sta trasformando la matematica
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Un ragazzo inglese senza laurea, Liam Price, ha risolto uno dei famosi problemi di Erdős — il numero 1196 — usando ChatGPT. Non un calcolo mostruoso, ma una soluzione che ha spiazzato anche gli esperti, perché ChatGPT ha trovato una strada nuova, fuori dagli schemi umani. La tesi qui è che l'intelligenza artificiale sta già cambiando la matematica, non solo velocizzando i calcoli, ma arrivando a intuizioni che persino i matematici non avevano mai visto. Finora si pensava che l'AI potesse solo rimescolare tecniche note, ma ora la sorpresa è che comincia a generare idee davvero originali — e a collegare campi diversi con un'intuizione che sembra quasi “pensiero”. Prendi Jared Duker Lichtman, matematico di Stanford: ha detto che è come se l'AI avesse trovato una nuova apertura a scacchi, di quelle che nessun essere umano aveva mai immaginato perché bloccato da convenzioni e gusto estetico. La storia di Liam Price è perfetta: da casa sua in Inghilterra, insieme a Kevin Barreto, studente di Cambridge, ottiene da ChatGPT una soluzione che non parte dalla probabilità — la strada classica — ma rimane sul linguaggio originale del problema, eppure collega numeri e probabilità in modo inedito. Terence Tao, uno dei matematici più brillanti di oggi, dice che questa svolta era impensabile un anno fa: allora si pensava che i modelli linguistici non sarebbero mai andati oltre quello che avevano “letto” nei libri. E invece ora si intravede qualcosa che va fuori dagli schemi, tanto che Sébastien Bubeck di OpenAI parla di “incredibile”. C'è chi ridimensiona: Daniel Litt dell'Università di Toronto dice che i risultati sono ancora modesti, ma avverte che lo scetticismo è fuori luogo — il vero mistero è perché l'AI, con la sua conoscenza superumana e la sua resistenza senza fatica, non abbia già fatto scoperte rivoluzionarie. Forse, dice Litt, non riusciamo a capire cos'è davvero il “tocco segreto” umano nella matematica, quella creatività che nessuno sa spiegare. Un altro dato: i modelli di oggi arrivano a produrre dimostrazioni di 3-4 pagine, quelli di Google stanno puntando alle 10, ma ci vorrà tempo per arrivare a 100. Nel frattempo, Lauren Williams di Harvard lancia l'allarme: più AI significa più “slop”, cioè dimostrazioni che sembrano perfette ma sono piene di errori — e nessuno ha il tempo di controllarle tutte. La prospettiva che manca è la fatica umana: la matematica, per secoli, è stata un esercizio di resistenza e di solitudine mentale. Se l'AI elimina la fatica, resta la meraviglia, ma forse si perde anche un pezzo di ciò che rende un matematico davvero tale. La frase che riassume tutto: l'AI non sta solo risolvendo i problemi, sta cambiando le regole del gioco della matematica. Se pensi che questa storia ti riguardi, su Lara Notes puoi premere I'm In — è il tuo modo di dire: questa idea adesso è tua. E se domani racconti a qualcuno che un ragazzo senza laurea ha usato ChatGPT per risolvere un problema di Erdős, su Lara Notes puoi segnarlo: Shared Offline è il modo per dire che quella conversazione contava. Questo era da Nature e ti fa risparmiare 2 minuti.
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