Antropologia del sospetto

Germanto
Immagina che qualcuno affermi: proprio perché partiamo dal presupposto che le persone siano fondamentalmente cattive, costruiamo istituzioni che alimentano sempre di più questa sfiducia e, alla fine, promuovono proprio le caratteristiche negative che in realtà volevamo evitare. Il filosofo Arnold Gehlen era convinto che l'essere umano fosse un essere sovraccarico, che semplicemente non riesce a cavarsela senza la protezione di istituzioni forti. Ma cosa succede se questa immagine non è affatto corretta? La maggior parte di noi cresce con l'idea che l'essere umano sia in qualche modo intrinsecamente imperfetto, un po' come un computer con troppa poca memoria che si blocca continuamente quando ci sono troppe schede aperte. Gehlen riteneva che proprio per questo motivo avessimo bisogno di regole e strutture fisse, altrimenti sarebbe scoppiato il caos. Ma poi entra in scena Rutger Bregman, storico e autore di bestseller, che capovolge tutto. Il suo libro "Human: A Brief History of Tomorrow" è attualmente in vendita nelle librerie da Berlino a New York e suscita polemiche proponendo una prospettiva completamente diversa: Bregman afferma che il vero problema è che partiamo costantemente dal peggio che c'è negli esseri umani. Costruiamo "istituzioni della sfiducia" che funzionano come se fossimo tutti potenziali truffatori, egoisti, piccoli mostri. E sono proprio queste istituzioni a far sì che, a un certo punto, le persone si comportino come le regole si aspettano che si comportino. Bregman vede in questo un circolo vizioso: più istituzionalizziamo la sfiducia, più ne riceviamo in cambio. A ciò contrappone un ottimismo radicale, ispirato a Rousseau e non a Hobbes. Rousseau affermava: l'essere umano è fondamentalmente buono, è la società che lo rende cattivo. Hobbes pensava il contrario. Bregman vuole dimostrare con studi ed esempi reali che Rousseau ha ragione. In sostanza, secondo la sua tesi, siamo cooperativi, disponibili, sociali. Esistono studi in cui le persone in situazioni di crisi non si fanno prendere dal panico e non si azzannano a vicenda, ma si aiutano e condividono spontaneamente. Un esempio è il comportamento degli abitanti dopo le catastrofi naturali: in questi casi i ricercatori osservano spesso l'esatto opposto del saccheggio e della violenza. Dopo l'uragano Katrina a New Orleans, ad esempio, persone che non si conoscevano hanno improvvisamente formato gruppi di aiuto di quartiere, cucinato insieme, condiviso acqua ed elettricità. Quindi, laddove Gehlen afferma che senza istituzioni forti tutto va a rotoli, queste storie dimostrano che le persone possono essere sorprendentemente solidali di loro spontanea volontà. Ed è proprio questo il punto cruciale: se costruiamo istituzioni basate sulla sfiducia, costringiamo le persone a indossare un corsetto che le rende diffidenti. Ma se confidiamo nel fatto che le persone siano fondamentalmente collaborative, incoraggiamo anche questo comportamento. La scomoda controdomanda è: e se il nostro intero sistema – dalla scuola allo Stato – non rendesse le persone migliori, ma più piccole? E se le istituzioni, per via della sfiducia, causassero più danni di un po' di caos? Il dibattito antropologico non è una questione secondaria, ma è presente in ogni discussione sull'educazione, la politica e la convivenza. La nostra risposta alla domanda "Che cos'è l'essere umano?" plasma tutto ciò che costruiamo e in cui crediamo. Alla fine, la diffidenza può produrre proprio ciò che vuole impedire. Se partiamo dal bene che c'è negli esseri umani, consentiamo la creazione di istituzioni completamente diverse, e forse anche di una società diversa. Se questo pensiero non ti abbandona più, puoi utilizzare Lara Notes I'm In: non si tratta di un consenso, ma della tua decisione di fare tua questa visione dell'essere umano. E se domani, davanti a un caffè, ti capita di discutere con qualcuno di Gehlen, di Bregman o della questione se l'essere umano sia fondamentalmente buono o cattivo, su Lara Notes c'è la funzione Shared Offline: in questo modo la conversazione tra voi due rimarrà parte della tua storia. L'originale è tratto dalla rivista Philosophie Magazin – hai risparmiato ben cinque minuti.
0shared
Antropologia del sospetto

Antropologia del sospetto

I'll take...