Come il classico gioco per computer Doom è diventato uno strumento per la scienza

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Doom scatenato: come un gioco degli anni ’90 è diventato un parco giochi per la scienza. Entra nel mondo di Doom, un videogioco del 1993 che ha dato il via a mille avventure non solo per i giocatori, ma anche per gli scienziati. Lontano dai suoi corridoi pixelati, Doom è diventato uno strumento sorprendentemente potente per l’esplorazione di diverse frontiere scientifiche. Non si tratta solo di nostalgia: il codice open source e lo status di culto di questo gioco hanno spinto i ricercatori a superare i limiti del possibile. La frase “Riesce a far funzionare Doom?” è diventata un grido di battaglia online e l’adattabilità del gioco è diventata leggenda. Gli scienziati l’hanno fatto funzionare su qualsiasi dispositivo, dalle calcolatrici ai test di gravidanza digitali, sempre alla ricerca del brivido di rendere possibile l’impossibile. Ma gli esperimenti più sorprendenti danno vita a Doom in modi che i suoi creatori originali non avrebbero mai immaginato. Immaginate: neuroni viventi coltivati su silicio, addestrati a giocare nel complesso mondo di Doom. Ricercatori australiani hanno addestrato queste cellule cerebrali a muoversi nel gioco, basandosi su lavori precedenti in cui i neuroni avevano imparato a padroneggiare Pong. Perché Doom? I suoi meme e il suo prestigio culturale ne hanno fatto la sfida per eccellenza: un cenno scherzoso alla tradizione di Internet, ma anche un banco di prova per l'intelligenza biologica. Questo spirito ludico non riguarda solo il divertimento. Esiste una profonda connessione tra la creatività necessaria per far funzionare esperimenti stravaganti e l'ingegnosità richiesta per le scoperte scientifiche. Il gioco alimenta la curiosità e la curiosità stimola la scoperta. “Creare qualcosa di sciocco non richiede meno lavoro di creare qualcosa di davvero tecnico”, sottolinea uno scienziato, evidenziando come il divertimento possa stimolare intuizioni serie. La natura open source di Doom è fondamentale. Da quando il suo codice è stato reso pubblico nel 1997, appassionati e ricercatori lo hanno riutilizzato per progetti di ogni tipo. Il suo design leggero lo rende facile da adattare e il suo status iconico garantisce un flusso costante di sfidanti desiderosi di vedere fino a che punto possono spingersi oltre i suoi limiti. Le applicazioni scientifiche del gioco non si limitano ai neuroni. Doom è stato visualizzato utilizzando batteri fluorescenti, con ogni cellula che funge da pixel per ricreare i fotogrammi del gioco in una piastra di Petri. È stato persino eseguito sui satelliti, a dimostrazione del fatto che la voglia di sperimentare non conosce confini terrestri. Doom fa parte di una tradizione più ampia di giochi nella scienza. Minecraft è servito come banco di prova per l'intelligenza artificiale e mondi online come World of Warcraft hanno simulato fenomeni del mondo reale come le epidemie. Tuttavia, la combinazione di accessibilità, semplicità tecnica e misticismo culturale di Doom lo rende particolarmente amato. Così, quello che era iniziato come uno sparatutto in prima persona è diventato un banco di prova per l'innovazione, dove il gioco, la scienza e un malizioso senso di possibilità si scontrano. Doom non è solo una reliquia del passato; è un promemoria del fatto che, a volte, la scienza migliore inizia con una domanda semplice e giocosa: può eseguire Doom?
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