Cos'è la cecità da disattenzione o perché a volte non riesci a vedere qualcosa che hai davanti agli occhi
Spanish (Spain)to
Una persona cerca le chiavi sul piano di lavoro per dieci minuti, giura che non ci sono, e un'altra entra e le trova in due secondi nello stesso posto. Ti è mai successo? Non si tratta di distrazione o goffaggine: è che letteralmente non vediamo ciò che non ci aspettiamo di vedere. Il cervello può ignorare completamente qualcosa che si trova davanti agli occhi se in quel momento non lo considera rilevante. Questo fenomeno si chiama cecità per disattenzione. Pensiamo che vedere sia solo una questione di aprire gli occhi, ma in realtà vedere dipende da dove poniamo l'attenzione, e l'attenzione è limitata e selettiva. Il processo di ricerca degli oggetti non è una scansione fotografica, ma un algoritmo di previsione: il cervello ipotizza dove dovrebbe trovarsi ciò che stiamo cercando e concentra tutte le sue risorse solo su quel punto. Se le chiavi non si trovano dove ti aspetti (magari sono sopra un libro o accanto a un oggetto insolito), puoi guardarle venti volte e non vederle. Michelle Spear, professoressa di anatomia all'Università di Bristol, lo spiega così: i nostri occhi si muovono costantemente con piccoli salti, chiamati saccadi, per proiettare diverse parti della scena sulla fovea, una piccola area della retina che cattura i dettagli. Ma elaboriamo a fondo solo ciò che si trova al centro dell'attenzione; il resto rimane nell'ombra, anche se perfettamente visibile. L'esperimento più famoso su questo fenomeno è quello del “gorilla invisibile”: in un video, le persone vengono invitate a contare i passaggi di una palla tra varie persone e, nel frattempo, qualcuno travestito da gorilla attraversa la scena. La metà non vede affatto il gorilla. Non è che non guardino, è che il cervello, impegnato in un altro compito, filtra l'inaspettato. Nella vita di tutti i giorni, questo spiega perché due persone possono cercare nello stesso cassetto e una vedere l'oggetto e l'altra no. Esistono differenze tra le persone: alcune esplorano in modo metodico, altre in modo più caotico. Gli studi dimostrano che, in media, le donne sono più brave a localizzare oggetti in luoghi disordinati, mentre gli uomini tendono a eccellere in compiti di orientamento spaziale su larga scala, ma la chiave risiede nei modelli di ricerca e nella familiarità con l'ambiente, molto più che nel genere in sé. L'aspetto umano in questo caso è che nessuno mente o esagera quando dice “non lo vedo”. Il loro cervello, in realtà, non lo registra. Quindi, la prossima volta che ti capita, ricorda questa frase: vedere non significa guardare, ma indovinare con attenzione. Se questa storia ti ha fatto vedere la tua sbadataggine sotto una luce diversa, in Lara Notes puoi usare I'm In per dire: ora capisco che il mio cervello filtra più di quanto pensassi. E se finisci per raccontare a qualcuno come sia possibile non vedere un gorilla in mezzo a una stanza, Lara Notes Shared Offline ti consente di contrassegnare quella conversazione come qualcosa che valeva la pena condividere. Questa storia è stata pubblicata da BBC News Mundo e ti ha risparmiato circa sei minuti di lettura.
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