Cosa si nasconde dietro il grande ritorno del KITSCH
Frenchto
Il potere segreto del kitsch: perché il Gaudy, il Retro e l'Over-the-Top sono tornati.
Stiamo vivendo una rinascita del kitsch? Ovunque si guardi, i segni inconfondibili sono lì: tagli di capelli a triglia, moda Y2K, game show della vecchia scuola, spettacoli musicali e l'inconfondibile ritorno di oggetti direttamente dagli anni Settanta. Anche i passi di danza iperattivi della mania tettonica stanno tornando, almeno su TikTok. Ma cosa si cela davvero dietro questa rinascita di tutto ciò che è kitsch? È davvero solo una celebrazione del cattivo gusto?
Il kitsch è un'estetica dell'eccesso. Prospera grazie alla saturazione, all'accumulo e alla vistosità, un sovraccarico deliberato di stile che celebra ciò che è eccessivo e troppo ovvio. Nato dalla parola che indicava le imitazioni artistiche a buon mercato nella Baviera del XIX secolo, il kitsch è sempre stato in contrasto con le idee tradizionali di bellezza e materiali nobili. È il mondo dell'imitazione rispetto all'autenticità, il regno del monouso, della produzione di massa e del gloriosamente falso.
Eppure il kitsch non riguarda solo gli oggetti: è un atteggiamento. È lo sforzo di impressionare, la gioia dell'effetto sulla verità e la costante ricerca di novità. Pensa a quegli occhiali da sole audaci, cappelli dai colori sgargianti o panini che grondano di eccesso su una spiaggia affollata. Il kitsch vive nel brivido del consumo senza fine, nel desiderio di ostentare la propria identità attraverso cose che un tempo avrebbero potuto essere derise.
Allora perché questa improvvisa nostalgia per il vistoso e l'ironico? In tempi incerti, guardare al passato porta conforto. Quando il mondo sembra caotico, politicamente, economicamente, persino climaticamente, ritirarsi nel familiare è rassicurante. I cicli della moda, una volta lenti, ora accelerano: dopo decenni di beige minimalista, desideriamo colore, divertimento e un pizzico di ironia. Lo spirito guida diventa così cattivo da essere buono, dove l'esagerazione consapevole sostituisce la serietà.
Ma il kitsch non riguarda solo il gusto, ma anche i codici sociali. Ciò che una volta veniva liquidato come volgare o di cattivo gusto ora viene ostentato come un distintivo di ribellione consapevole, un modo per appartenere a un gruppo di esperti che capisce la battuta. Indossare una maglietta con un lupo mannaro che ringhia sotto la luna piena non è solo una questione di stile: è un cenno a una comprensione condivisa, una noncuranza coltivata che separa gli addetti ai lavori dagli estranei. Ciò che ci piace e ciò che non ci piace diventano dichiarazioni che riflettono le nostre radici, il nostro gruppo sociale e il nostro desiderio di distinguerci.
Il kitsch è sempre cattivo gusto? La risposta è più complicata di quanto sembri. Lo stesso teatro dell'opera che una persona definisce l'apice della bellezza, un'altra potrebbe liquidare come scandalosamente esagerato. I confini si confondono, soprattutto perché il mondo del lusso prende in prestito liberamente dalla cultura di massa e i look vintage diventano un parco giochi per la sperimentazione personale. I cicli della nostalgia girano sempre più velocemente e presto anche le tendenze di oggi saranno pronte per una riscoperta ironica.
Man mano che le generazioni si tramandano i loro tesori, spesso nascosti in soffitte e garage, il panorama dello stile si allarga. Ciò che oggi è kitsch potrebbe essere il prezioso cimelio di domani, e il passato rimane una fonte inesauribile di ispirazione. In questa epoca di remix e reinvenzione, il kitsch non è tanto un rifiuto del gusto, quanto una celebrazione dell'individualità, della creatività e del piacere di non prendere le cose troppo sul serio. Quindi, prima di buttare via quelle vecchie scarpe di plastica o gli accessori fluo, ricorda: nel mondo del kitsch, tutto ciò che è vecchio aspetta solo il suo prossimo ritorno.
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