Il motivo per cui un'ora ha 60 minuti (e il tentativo fallito di farla durare 100)
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Sessanta minuti in un'ora: l'antico enigma alla base del nostro tempo
Immaginate un mondo in cui ogni ora dura cento minuti e la giornata è composta da sole dieci ore. Per un breve momento, alla fine del XVIII secolo, durante il fervore della Rivoluzione francese, questo divenne quasi realtà. I rivoluzionari, determinati a razionalizzare ogni aspetto della vita, introdussero un sistema decimale per il tempo: giornate di dieci ore, ciascuna suddivisa in cento minuti. Tuttavia, l'esperimento fallì rapidamente. La conversione degli orologi si rivelò un incubo logistico, il nuovo calendario isolò la Francia dai Paesi vicini e la maggior parte delle persone ignorò semplicemente le nuove ore, aggrappandosi ai ritmi di vita familiari.
Ma perché dividiamo le nostre giornate in 24 ore, con ogni ora composta da 60 minuti e ogni minuto da 60 secondi? Per scoprirlo, dobbiamo tornare indietro di cinque millenni fino all'antica Mesopotamia, dove i Sumeri svilupparono uno dei primi sistemi numerici scritti al mondo. A differenza del nostro moderno sistema decimale, i Sumeri contavano per sessanta, utilizzando un sistema a base 60, o sessagesimale. La bellezza di questo sistema risiede nella sua divisibilità: il 60 può essere diviso equamente per molti numeri, rendendo notevolmente più facili i calcoli per il commercio, la divisione dei terreni e persino le successioni.
L'intelligente matematica dei Sumeri pose le basi, ma furono gli Egizi a dividere per primi la giornata in ore. La loro scelta di 12 ore per la notte e, in seguito, di 12 ore per il giorno probabilmente derivava da tradizioni religiose o astronomiche, anche se la ragione rimane un mistero. Fu solo con i Babilonesi, che ereditarono l'amore sumero per il numero sessanta, che si iniziò a suddividere le ore per scopi astronomici, creando il minuto e il secondo come li conosciamo.
Nel crogiolo del mondo ellenistico, gli studiosi greci assorbirono queste convenzioni babilonesi. Il sistema è sopravvissuto nel corso dei secoli, pur rimanendo un concetto lontano dalla vita quotidiana, rilevante principalmente per astronomi e sacerdoti. Solo con l'avvento di orologi meccanici precisi negli ultimi secoli i minuti e i secondi sono entrati a far parte della quotidianità di tutti.
La ricerca francese del tempo decimale fallì clamorosamente, durando solo 17 mesi. Il sistema sessagesimale, al contrario, è sopravvissuto a imperi e rivoluzioni, intessendosi nel tessuto stesso del modo in cui viviamo e misuriamo la nostra vita. Oggi, ogni ticchettio dell'orologio porta con sé l'eredità di antiche civiltà, a testimonianza del potere duraturo della matematica pratica e dell'inerzia delle abitudini umane. A quanto pare, cambiare il modo in cui misuriamo il tempo è molto più difficile che cambiare quasi qualsiasi altra cosa.
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