In che modo il consenso può (e non può) aiutarci a fare sesso meglio

Englishto
Il consenso non è sufficiente: ripensare il percorso verso un sesso migliore. Il viaggio per capire cosa rende il sesso giusto e piacevole ha ruotato a lungo attorno al concetto di consenso, ma sotto la superficie, la storia è più complicata, più tesa e per molti versi irrisolta. La lotta per il riconoscimento legale dello stupro coniugale in America, un tempo impensabile, è emersa solo alla fine degli anni '70, evidenziata dal caso straziante di Greta Hibbard in Oregon. La sua storia, e quella dei successivi processi a suo marito decenni dopo, rivela quanto profondamente i sistemi sociali e legali abbiano resistito a vedere le donne come agenti a pieno titolo nella loro vita intima. Anche ora, nonostante i progressi legali, lo stupro da parte del partner intimo rimane tristemente comune e la battaglia per la giustizia è in corso. I quadri giuridici sono cambiati, ma i dibattiti filosofici e culturali infuriano. Le femministe delle generazioni passate si sono chieste se il vero consenso fosse mai stato possibile per le donne sotto il patriarcato, paragonando la loro situazione a quella dei servi della gleba che possono "scegliere" di lavorare la terra ma non hanno alternative reali. Oggi la conversazione si è spostata: le donne sono generalmente considerate in grado di acconsentire, anche nelle transazioni di sesso a pagamento, ma persistono domande sugli squilibri di potere, sulla vulnerabilità e su ciò che conta come accordo "libero e intelligente". Queste domande diventano ancora più spinose quando si considerano i bambini, le persone con disabilità o coloro che sono coinvolti in relazioni con figure di autorità. La critica al consenso va in due direzioni. Da un lato, alcuni sostengono che sia troppo permissiva, non riuscendo a spiegare forme sottili di coercizione o manipolazione. Dall'altro, è vista come troppo restrittiva, trasformando ogni incomprensione o incontro poco entusiasta in un potenziale crimine e minacciando di soffocare l'esplorazione sessuale e l'autonomia. L'ascesa del "sì significa sì" nei campus universitari e la reazione contro di esso hanno messo in luce i limiti degli approcci basati su regole e i pericoli di burocratizzare il desiderio. Allo stesso tempo, movimenti come #MeToo hanno dimostrato come la violenza sessuale sia ancora pervasiva, quanto sia difficile per le vittime essere credute e come la ricerca della giustizia sia spesso brutalmente ineguale. Nuovi pensatori stanno cercando di superare questa impasse andando oltre il consenso come standard ultimo. L'ultima ondata di libri suggerisce che concentrarsi esclusivamente sull'accordo rischia di appiattire la complessità del sesso, dividendolo in "fantastico" o "stupro" e rafforzando i vecchi stereotipi sulla ricerca maschile e la riluttanza femminile. Invece, l'enfasi si sta spostando verso l'idea di agenzia sessuale, la capacità non solo di dire sì o no, ma di plasmare attivamente la propria vita erotica, di invitare, rifiutare, negoziare e perseguire il piacere come un pari. Ma l'agire non esiste nel vuoto. Dipende da ciò che il filosofo Quill Kukla chiama "impalcatura": i supporti pratici e materiali che consentono di agire liberamente e in sicurezza. Una porta chiusa a chiave, un controllo delle nascite a prezzi accessibili, i trasporti pubblici, l'indipendenza finanziaria: queste possono essere tutte le strutture invisibili che determinano se qualcuno può fare scelte reali sul sesso. Troppo spesso, le persone sono intrappolate in "architetture mostruose" che rubano la loro libertà di azione, molto prima che sorga qualsiasi questione di consenso. In definitiva, la ricerca di un sesso migliore non può essere ridotta a una lista di controllo o a un contratto legale. Richiede un mondo in cui le persone abbiano potere sulla propria vita, in cui la comunicazione e il desiderio siano nutriti e in cui la giustizia significhi più della punizione. La conversazione deve andare oltre il minimo indispensabile del consenso, verso la costruzione delle condizioni in cui tutti, indipendentemente dal genere, dallo status o dalla storia, possano perseguire un sesso che non sia solo legale, ma veramente buono.
0shared
In che modo il consenso può (e non può) aiutarci a fare sesso meglio

In che modo il consenso può (e non può) aiutarci a fare sesso meglio

I'll take...