La mia ricerca per risolvere il grande mistero del Bitcoin
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Per 17 anni, la persona che ha creato Bitcoin ha nascosto la sua identità dietro il nome Satoshi Nakamoto. Ma nessuno si aspetta che oggi, nel 2026, la pista più credibile porti a un uomo che in realtà conosciamo già: Adam Back, un informatico britannico di 55 anni che gira per le conferenze sulle criptovalute con la camicia fuori dai pantaloni. Siamo abituati a pensare che Satoshi Nakamoto sia uno spettro invisibile, introvabile, talmente geniale da non lasciare tracce. Ma questa storia dimostra il contrario: Satoshi, forse, è sempre stato davanti a tutti, solo che non volevamo vederlo. Adam Back è stato uno dei padri spirituali del movimento cypherpunk, quello che negli anni '90 sognava di usare la crittografia per limitare il potere dei governi e difendere la libertà individuale. In una sua e-mail del 1996 scriveva: “La cripto-anarchia è uno strumento per un governo più libertario: meno tasse, meno leggi oppressive, più libertà”. Non le ricorda qualcosa? Quando Satoshi presentò Bitcoin nel 2008, disse: “È molto attraente per chi ha una visione libertaria, se riusciamo a spiegarlo bene. Ma io sono più bravo con il codice che con le parole.” Adam Back aveva usato la stessa identica frase, quasi parola per parola, anni prima: “Personalmente sono più bravo a programmare che a costruire argomentazioni convincenti.” E non è solo una questione di idee: ci sono tracce linguistiche che collegano i due in modo quasi inquietante. Sia Satoshi che Back commettono gli stessi errori grammaticali, confondono “it’s” e “its”, concludono le frasi con “anche” (“also”), alternano l’inglese britannico e quello americano e usano le stesse stranezze nello scrivere parole come “email”, “e-mail”, “cheque” e “check”. Quando i giornalisti hanno setacciato centinaia di migliaia di messaggi dei cypherpunk, sono partiti con 562 sospetti e, applicando filtri sempre più specifici – come chi scrive “bug fix” come due parole, o chi non mette il trattino in “noun-based” – sono rimasti con un solo nome: Adam Back. Nel documentario HBO sul Bitcoin, c’è una scena che dice tutto. Il regista seduto su una panchina a Riga fa la lista dei sospettati. Quando arriva a Back, lui si irrigidisce, nega con forza di essere Satoshi e chiede che la conversazione rimanga fuori dai microfoni. Tutto questo non è la solita teoria del complotto. Adam Back, da giovane, aveva già inventato Hashcash, il sistema „proof-of-work“ che è alla base di Bitcoin. Nel 2000 scriveva: “Gnutella funziona perché non è centralizzata, non può essere chiusa. Napster invece sì.” Satoshi userà la stessa identica analogia otto anni dopo per spiegare perché Bitcoin non può essere fermato come Napster. E persino sulle critiche a Bitcoin per l’energia consumata, entrambi dicono: meglio sprecare elettricità che affidarsi al sistema bancario tradizionale, molto più costoso e inefficiente. Sembra quasi che abbiano un copione in comune. Siamo così abituati a pensare che le grandi invenzioni richiedano una figura unica, fuori dal mondo, che ci dimentichiamo che spesso il vero genio è la persona che lavora ossessivamente su un problema per decenni, lasciando una scia di indizi che nessuno vede finché non li mette insieme. E la vera domanda diventa: volevamo davvero scoprire chi è Satoshi, o ci piaceva di più l’idea del mistero? Perché se la risposta è Adam Back, è una storia meno romantica ma molto più reale. Chi crea una rivoluzione preferisce spesso rimanere nell'ombra, ma lascia sempre tracce, anche involontarie. L'identità di Satoshi forse non è mai stata un segreto: era solo nascosta tra le righe di migliaia di e-mail e post, in piccoli dettagli che raccontano una personalità, non solo un progetto. Satoshi Nakamoto non è un fantasma. Ha un nome, una storia e probabilmente ti è già passato davanti almeno una volta. Se questa storia ti ha fatto guardare Bitcoin da una prospettiva nuova, su Lara Notes puoi premere I'm In: non è solo un interesse, è un modo per dire che adesso questa domanda ti appartiene. E se ti capitasse di discutere con qualcuno su chi sia davvero Satoshi, su Lara Notes puoi usare Shared Offline per segnare quella conversazione: sarà la prova che il mistero di Bitcoin continua a far parlare il mondo. Questa Nota proviene da un'inchiesta del New York Times — hai appena risparmiato 16 minuti di lettura.
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