La storia della Monobloc, la semplice sedia in plastica bianca che ha conquistato il mondo
Spanish (Spain)to
Il trono di plastica bianca: come la semplice sedia Monobloc è diventata un'icona globale.
Immaginate una sedia così sobria, così onnipresente, da essersi insinuata silenziosamente nel tessuto della vita quotidiana in tutti i continenti e in tutte le culture. Questa è la storia della Monobloc, quella semplice sedia di plastica bianca, spesso accatastata in un angolo del giardino, allineata su un patio illuminato dal sole o sparsa sulla sabbia di un bar sulla spiaggia. La sua forma è immediatamente riconoscibile, la sua presenza è al contempo rassicurante e, per alcuni, controversa.
La Monobloc è il mobile più utilizzato al mondo, un simbolo che suscita sia affetto sia disprezzo. Per alcuni, è l'espressione massima del design democratico: economica, leggera, resistente e infinitamente adattabile. È la sedia dei barbecue in famiglia, dei vivaci caffè all’aperto, dei banchetti nuziali e dei comizi politici, dall’Africa all’Asia, dall’Europa alle Americhe. Per molti, è un contenitore nostalgico di ricordi: di risate, di comunità e di convivialità.
Per altri, invece, l'onnipresenza della Monobloc è una piaga. La sua stessa onnipresenza la rende un bersaglio: viene accusata di essere brutta, di impoverire l'estetica, di alimentare una cultura dell'usa e getta con conseguenze ambientali. Nel caso più estremo, alcune città l'hanno addirittura bandita dagli spazi pubblici in nome della bellezza.
Il percorso di progettazione che ha portato alla Monobloc è iniziato un secolo fa. I designer sognavano da tempo di realizzare una sedia in un unico pezzo senza giunture, prima in metallo, poi in legno e infine in plastica. La svolta è arrivata con l'evoluzione delle termoplastiche, che hanno permesso di creare forme resistenti e modellabili. Nel corso degli anni sono emerse sedie di design iconiche, esposte in musei e in case di lusso, ma è stato il perfezionamento del processo di produzione negli anni '70 a democratizzare davvero la sedia. Improvvisamente, è stato possibile realizzare in pochi minuti una seduta comoda e impilabile e venderla al prezzo di qualche tazza di caffè.
Ciò che distingue la Monobloc non è solo la sua convenienza, ma anche la sua adattabilità. Presente sia nei palazzi che nelle baraccopoli, dipinta con colori vivaci o riparata con filo di ferro e speranza, la sedia assume un ruolo diverso a seconda del contesto in cui si trova. Nelle società più ricche, spesso viene gettata via al primo segno di usura; in altre, viene custodita, riparata e tramandata di generazione in generazione.
Il paradosso della Monobloc è che è al contempo ovunque e, in un certo senso, invisibile: così perfettamente funzionale da passare spesso inosservata, ma così universale da essere impossibile da ignorare. Mette in discussione le nostre idee sul design, sul valore e sulla durata. La sua storia è il riflesso della stessa società moderna: complessa, contraddittoria e profondamente interconnessa. Quindi, la prossima volta che vi siederete su uno di questi troni di plastica bianca, ricordate: non vi state solo riposando. State partecipando a una saga globale di innovazione, memoria e al semplice bisogno umano di stare seduti insieme.
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La storia della Monobloc, la semplice sedia in plastica bianca che ha conquistato il mondo