La Svezia torna a carta e penna: perché uno dei Paesi più tecnologici d'Europa sta riducendo l'istruzione digitale

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In Svezia, il Paese che ha creato Spotify e che è famoso per la sua cultura digitale, il governo ha deciso di tornare ai libri, alla carta e alla penna nelle scuole. Il motivo? Secondo il ministro Joar Forsell, “leggere libri veri e scrivere su carta vera è molto meglio se vuoi che i bambini acquisiscano le conoscenze di cui hanno bisogno”. Questo in un Paese in cui, fino a poco tempo fa, l'80% degli studenti aveva il proprio laptop in classe e i tablet erano obbligatori anche nella scuola materna. La tendenza globale è solitamente opposta: più tecnologia equivale a maggiori progressi nell'istruzione. Ma la Svezia sostiene il contrario: meno schermi, più carta. L'argomentazione è semplice: i bambini svedesi leggono peggio, capiscono meno e si distraggono di più quando studiano in formato digitale. Infatti, nel 2022, un quarto degli adolescenti del Paese non ha raggiunto il livello minimo di comprensione della lettura, rimanendo indietro rispetto al Regno Unito, agli Stati Uniti e persino alla Finlandia. La svolta è talmente radicale che dal 2025 le scuole materne non saranno più obbligate a utilizzare i tablet, i cellulari saranno vietati in classe e lo Stato ha investito oltre 200 milioni di dollari in libri e manuali cartacei. La frase che il governo ripete è “dallo schermo al quaderno”. Ma il dibattito è tutt'altro che semplice. Sissela Nutley, neuroscienziata presso l'Istituto Karolinska, avverte che l'eccesso di schermi può persino influire sullo sviluppo cerebrale dei bambini. Alcuni studi suggeriscono che la lettura digitale rende difficile l'elaborazione delle informazioni. E, cosa più comune, gli studenti si distraggono guardando ciò che fanno gli altri sullo schermo. Ma il settore tecnologico non rimane in silenzio. Jannie Jeppesen, direttrice di Swedish Edtech, afferma che il 90% dei posti di lavoro futuri richiederà competenze digitali. La Svezia è il maggior produttore di unicorni tecnologici pro capite in Europa, con aziende come Spotify e Legora. Jeppesen teme che, se i giovani non padroneggiano gli strumenti digitali, queste aziende si trasferiranno semplicemente altrove. Inoltre, sottolinea il rischio di creare un “divario digitale”: i figli delle famiglie più abbienti avranno un vantaggio perché i loro genitori possono insegnare loro il digitale a casa. E sebbene il governo voglia che l'intelligenza artificiale venga insegnata solo nella scuola secondaria, c'è chi ritiene che dovrebbe esserlo già nella scuola primaria. In una scuola di Nacka, vicino a Stoccolma, Sophie, 18 anni, racconta che ora torna a casa con più libri cartacei e fogli. La sua insegnante ha smesso di usare le piattaforme digitali per la matematica. Alexios, un altro studente, è d'accordo: i suoi fratelli più piccoli dovrebbero evitare gli schermi a scuola perché “perdono la concentrazione”. Ma Jasmine, 19 anni, la pensa diversamente: “Se siamo realisti, tutti usano i computer”. E così, il Paese che per primo ha puntato sulla digitalizzazione a scuola è ora il primo a fare marcia indietro. C'è un punto di vista poco discusso: il vero problema potrebbe non essere né la carta né lo schermo, ma la disuguaglianza nella qualità degli insegnanti e nella distribuzione delle risorse. Un recente rapporto dell'Agenzia svedese per l'istruzione mostra che, al di là della tecnologia, ci sono enormi differenze in ciò che ogni bambino riceve a seconda del suo quartiere. Forse la domanda non è se sia meglio lo schermo o la carta, ma chi ha il miglior insegnante. Ciò che fa la differenza non è sempre il mezzo, ma il contesto. Si può riassumere così: in Svezia, la tecnologia educativa non è neutra; può creare o colmare divari, a seconda di chi la usa e di come la usa. Se pensi che la storia della Svezia ti riguardi, su Lara Notes puoi segnalarlo con I'm In: non è un like, è il tuo modo per dire che questa domanda educativa ora ti appartiene. E se finisci per parlare con qualcuno della battaglia tra carta e schermo (a tavola, al lavoro, in autobus), su Lara Notes puoi ricordarlo con Shared Offline: in questo modo confermi che quella conversazione è stata importante per entrambi. Questa storia proviene da BBC News Mundo e ti ha fatto risparmiare più di 10 minuti di lettura.
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