Le stablecoin statunitensi rappresentano un pericolo per i mercati emergenti, affermano i banchieri centrali
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Un dollaro digitale che gira libero nel mondo potrebbe sembrare una buona notizia per tutti, ma per molti paesi emergenti è una bomba a orologeria. I banchieri centrali mettono in guardia: la crescita delle stablecoin ancorate al dollaro, soprattutto durante l’era Trump, rischia di accelerare la dollarizzazione delle loro economie. In pratica, significa che le persone iniziano a fidarsi più di queste monete digitali americane che della valuta del proprio paese. La tesi qui è chiara: mentre gli Stati Uniti possono vedere le stablecoin come un’innovazione o addirittura uno strumento di potere globale, per le economie più fragili diventano un veicolo di instabilità e una porta aperta per la criminalità finanziaria. Fino a ieri si pensava che più dollari in circolazione portassero solo benefici, ma la realtà è che questi criptodollari possono erodere la sovranità monetaria di un Paese in pochissimi mesi. Prendiamo il caso della Nigeria e dell'Argentina: già ora, quando la loro moneta crolla, le persone corrono a rifugiarsi nel dollaro, ma con le stablecoin lo fanno con un clic, senza nemmeno passare dalla banca. Il governatore della banca centrale del Ghana, Ernest Addison, racconta che hanno visto circolare milioni di dollari in stablecoin al di fuori del controllo statale, alimentando un'economia parallela. E il problema non è solo economico: le stablecoin, muovendosi su blockchain, sfuggono facilmente ai controlli contro il riciclaggio. Secondo un rapporto della Financial Action Task Force, il rischio concreto è che diventino il canale preferito per traffici illeciti ed evasione. Ma c’è una sfumatura che quasi nessuno discute: la pressione sulle banche locali. Quando troppi cittadini parcheggiano i risparmi in stablecoin, le banche nazionali si trovano senza depositi e, senza depositi, non possono prestare denaro all’economia reale. Risultato? Più difficoltà per imprese e famiglie, e una crisi che parte dal digitale ma colpisce la vita reale. Tuttavia, c’è chi sostiene che vietare o limitare le stablecoin sia solo una soluzione temporanea: se le persone abbandonano la propria valuta, forse il vero problema è la fiducia nello Stato, non la tecnologia. In fondo, la storia insegna che quando la moneta perde credibilità, le persone trovano sempre una via di fuga: oggi è il dollaro digitale, domani potrebbe essere qualcos'altro. La fiducia non si stampa, né si programma in blockchain. Se pensi che la stabilità sia solo una questione di tecnologia, ti sbagli: la fiducia delle persone conta molto di più. Se questa Nota ti ha fatto vedere il dollaro digitale con occhi diversi, su Lara Notes puoi premere I'm In: è il tuo modo di dire che questa idea adesso fa parte del tuo modo di vedere il mondo. E quando ne parlerai con qualcuno — magari raccontando la storia del Ghana o della Nigeria — puoi segnare la conversazione su Lara Notes con Shared Offline, per ricordare che certe idee meritano di essere scambiate anche fuori dallo schermo. Questo contenuto proviene dal Financial Times e ti ha fatto risparmiare diversi minuti di lettura.
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