Marc Andreessen sullo stato del cinema e di Hollywood

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La crisi d'identità di Hollywood e il futuro promettente del cinema. Immagina i film come il falò moderno, il luogo in cui i miti, le leggende e lo spirito fondamentale di una civiltà vengono forgiati e ricordati. Per decenni, i migliori film di Hollywood hanno catturato l'essenza della società americana, fungendo da pietre miliari culturali a cui le generazioni future potrebbero guardare per capire il nostro passato. Ma qualcosa è cambiato, e questa è una storia su ciò che è successo al cinema e su ciò che potrebbe accadere in futuro. Non molto tempo fa, film come "1917", "Parasite" e "C'era una volta a Hollywood" sembravano unire il pubblico, offrendo sia intrattenimento che profondità artistica. Ma dal 2019, i film veramente grandi sono diventati rari, come se una nebbia creativa fosse scesa su Hollywood. Le ragioni sono molte: la pandemia ha chiuso i cinema e interrotto le abitudini, ma soprattutto, una trasformazione più profonda era iniziata anni prima. Il modello di business di Hollywood è cambiato radicalmente con l'ascesa dello streaming. Una volta, un film di successo poteva guadagnare per anni attraverso il botteghino, la TV e le vendite di home video. Le piattaforme di streaming, tuttavia, in genere pagano una tariffa fissa, eliminando il massiccio vantaggio che una volta incoraggiava l'assunzione di rischi e la creatività selvaggia. Il risultato: meno progetti audaci e un settore più incentrato su scommesse sicure. Allo stesso tempo, Hollywood è stata travolta da un'ondata di intensi messaggi culturali, ciò che alcuni chiamano "il messaggio", un insieme di temi e politiche che sono diventati quasi obbligatori. Nell'ultimo decennio, commettere un errore nel dialogo, nel casting o nell'argomento potrebbe significare un suicidio professionale. Molti film sono diventati veicoli per questi messaggi, spesso a scapito della narrazione e dell'ambizione artistica. L'ambiente creativo è diventato cauto, avverso al rischio e, in molti casi, creativamente sterile. Questa epoca ha prodotto film che i critici potrebbero elogiare per il loro allineamento con il momento culturale, ma che spesso sono caduti nel vuoto tra il pubblico affamato di qualcosa di reale, divertente o semplicemente piacevole. L'industria è diventata così autocosciente che anche le commedie sembravano troppo rischiose da fare. Eppure, si intravedono barlumi di cambiamento. Si parla di una "febbre che si spezza", di una presa della paura e del conformismo che si sta lentamente allentando. I dirigenti stanno iniziando a dare il via libera a film che solo un paio di anni fa sarebbero stati troppo controversi. Le commedie stanno tornando. Stanno emergendo film come "Edington", che affrontano con coraggio la storia recente (il COVID, i movimenti per la giustizia sociale, l'impatto dei social media) senza rifuggire dalla realtà disordinata della vita moderna. Questi film sembrano vivi, radicati nel mondo in cui il pubblico vive realmente, piuttosto che in una versione sterilizzata o propagandistica di esso. La speranza è riposta anche nella tecnologia. L'intelligenza artificiale è pronta a democratizzare il cinema, consentendo a nuove voci, persone senza accesso a set, telecamere o attori famosi, di raccontare storie visivamente e su larga scala. Proprio come gli strumenti digitali una volta hanno dato vita a nuove forme di animazione e fenomeni virali come "South Park", l'intelligenza artificiale potrebbe aprire le porte a un'ondata di creatività fresca e imprevedibile. Hollywood si trova a un bivio. I prossimi anni potrebbero essere pieni di film che riecheggiano ancora il recente passato, ma i semi di una nuova era sono stati piantati. Ci sono segnali che film audaci e mitici, senza paura di affrontare il reale e l'assurdo, potrebbero ancora una volta definire la nostra cultura e invitare tutti a tornare al falò.
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Marc Andreessen sullo stato del cinema e di Hollywood

Marc Andreessen sullo stato del cinema e di Hollywood

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