Perché i fratelli maggiori sono più intelligenti

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Immagina di scoprire che la vera ragione per cui i primogeniti tendono a essere più brillanti non ha nulla a che fare con la disciplina o con le maggiori aspettative dei genitori, ma con una questione di... germi. Siamo abituati a pensare che i figli maggiori abbiano successo perché sono più responsabili, oppure perché i genitori riversano su di loro tutte le energie educative nei primi anni. E invece, secondo una recente ricerca pubblicata su The Economist, il motivo sarebbe un altro: le infezioni. I dati mostrano che, in media, i primogeniti ottengono risultati migliori a scuola e guadagnano di più nella vita adulta rispetto ai fratelli minori. E fin qui niente di nuovo. Ma la sorpresa arriva quando si va a cercare la causa. Gli stereotipi ci fanno immaginare il fratello maggiore come quello serio e affidabile, e i più piccoli come i ribelli della famiglia. Ma studi molto ampi non trovano nessun legame forte tra ordine di nascita e personalità. Qui entra in scena la scienza dei microbi. Secondo questa nuova ricerca, i fratelli che nascono dopo il primo sono esposti fin da piccolissimi a più germi, semplicemente perché convivono con un altro bambino che porta a casa virus e batteri dall'asilo o dalla scuola. E questa maggiore esposizione alle infezioni nei primi anni di vita sembra avere effetti sullo sviluppo neurologico. La teoria è che le malattie ripetute nei primi anni – anche le semplici influenze – possano rallentare leggermente certi processi cognitivi. È una differenza minima, quasi invisibile nel singolo caso, ma che, moltiplicata per milioni di famiglie, crea una tendenza statistica: i primogeniti hanno in media un piccolo vantaggio. Una delle storie che più colpisce riguarda una famiglia olandese dove il secondo figlio, a nemmeno due anni, aveva già preso cinque raffreddori gravi portati a casa dalla sorella maggiore. La madre racconta che il bambino era spesso stanco e meno reattivo nei primi mesi. Non è una prova definitiva, ma è un esempio concreto di come la presenza di un fratello maggiore cambi letteralmente l'ambiente biologico in cui si cresce. Il dato che fa riflettere di più è che l'effetto “cervello più brillante” dei primogeniti non si riscontra nei figli unici: serve proprio la dinamica delle infezioni incrociate tra fratelli. Ma c'è un contro-argomento interessante: se è vero che i primogeniti sono più protetti nei primi mesi di vita, è anche vero che i fratelli minori, crescendo, sviluppano un sistema immunitario più robusto e una maggiore capacità di adattarsi socialmente – vantaggi che non finiscono nei test scolastici, ma che possono contare molto nella vita reale. In fondo, essere il primo o il secondo cambia meno di quanto pensiamo: l'ambiente, i germi e le coincidenze giocano un ruolo più grande dei miti familiari. La frase da portare a casa è questa: la differenza tra fratelli non è solo questione di carattere o di educazione — a volte è questione di virus. Se ti ha colpito l'idea che una semplice influenza possa cambiare un destino, su Lara Notes puoi segnalarlo con I'm In — è il modo per dire che questa intuizione ora fa parte di come guardi il mondo. E se domani ti capita di raccontare questa storia a qualcuno, puoi usare Shared Offline: tagga la persona con cui ne hai parlato e rendi memorabile quella conversazione. Questo spunto arriva da The Economist, e oggi hai risparmiato un paio di minuti rispetto alla lettura dell'articolo originale.
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