Quentin Tarantino si interroga su una delle grandi domande del cinema: qual è il miglior film di Tarantino?
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Le scelte definitive di Tarantino: il regista decide quale dei suoi film regna sovrano.
Ogni amante del cinema ha un'opinione su quale film di Quentin Tarantino sia il migliore, ma ora l'uomo dietro la telecamera ha rotto il silenzio, rivelando quale dei suoi film considera il suo capolavoro, il suo preferito e quello per cui è nato.
A 62 anni, Tarantino ha ripercorso la sua carriera in un recente podcast con una rara vulnerabilità e franchezza. Ha definito il suo capolavoro l'epopea della Seconda Guerra Mondiale, Bastardi senza gloria, un film che fonde una narrazione audace con una riscrittura della storia, ricco di suspense, arguzia e umorismo nero. Per Tarantino, questo è l'apice del suo mestiere: un film che, a suo avviso, rappresenta il culmine della sua sceneggiatura e l'espressione più acuta della sua visione.
Ma quando si tratta del suo film preferito, il suo cuore batte per C'era una volta a Hollywood. Questa lettera d'amore baciata dal sole alla Los Angeles del 1969, che segue le vicende di un attore in declino e del suo fedele stuntman, è il film con cui Tarantino sente il legame più profondo. È evocativo, nostalgico e intriso della passione del regista per l'età d'oro del cinema.
Eppure, descrive Kill Bill come il "film definitivo di Quentin", il progetto che solo lui avrebbe potuto evocare, un sogno febbrile cucito insieme dalle sue ossessioni, passioni e dagli angoli più selvaggi della sua immaginazione. Per Tarantino, Kill Bill non è solo un film, ma la ragione per cui è diventato un regista in primo luogo.
Riflette sul suo metodo, sottolineando che ha sempre scritto le sue sceneggiature, e considera Bastardi senza gloria il suo lavoro meglio scritto. Tuttavia, indica The Hateful Eight come il film in cui crede che la sua regia abbia servito al meglio il suo materiale, dando vita alla sua parola scritta con precisione e talento.
Il percorso creativo di Tarantino è caratterizzato da un'insistenza nell'affrontare nuove sfide. Ha rifiutato di dirigere un sequel di C'era una volta a Hollywood, nonostante abbia scritto la sceneggiatura e prodotto il film, perché riteneva che sarebbe stato troppo un ritorno su un territorio familiare. Per il suo ultimo film, vuole entrare in acque inesplorate, alla ricerca di quella scintilla di incertezza che ha sempre guidato il suo lavoro.
Sebbene circolassero voci sul suo ultimo film, The Movie Critic, alla fine lo abbandonò. Il motivo? Sembrava troppo simile a ciò che aveva già realizzato, soprattutto nel ricreare la Los Angeles d'epoca. Tarantino brama il rischio, non la ripetizione.
Ora, mentre prepara uno spettacolo teatrale per il West End di Londra e riflette sul suo decimo e ultimo film, rimane fermo nelle sue convinzioni: vuole ritirarsi in bellezza, non con un bis poco brillante. Per lui, ogni film deve essere un'avventura, un'esplorazione, un passo coraggioso verso l'ignoto, senza nulla da dimostrare ma con tutto da immaginare.
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