Questa cellula si nutre, cresce e si riproduce. Ed è artificiale.
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Un gruppo di scienziati ha appena creato una cellula che si nutre, cresce, si riproduce e addirittura compete per il cibo — ma non è nata, è stata costruita in laboratorio. Non c'è mai stato un momento così vicino in cui la linea tra ciò che è vivo e ciò che è solo chimica si sia fatta così sottile. Kate Adamala, la biologa che ha guidato l'esperimento all'Università del Minnesota, dice apertamente: la vita non è binaria, non c'è un vero confine, anche se tutti vorremmo che ci fosse. Eppure, questa cellula — chiamata SpudCell per la sua forma simile a una patata — fa quasi tutto ciò che fa una cellula naturale: si nutre attraverso canali sulla sua superficie, ingloba bolle di molecole più grandi, cresce e poi si divide in due. E lo fa con una ricetta completamente inventata dall'uomo, partendo da un “brodo” di un centinaio di proteine, membrane e geni presi da virus e batteri. Drew Endy, uno dei pionieri della biologia sintetica a Stanford, ha commentato che “è una cellula costruita, non nata: è costruita, ma fa ciò che fanno le cellule”. Non solo: le SpudCell sono anche in grado di evolversi. Il team ha creato una variante “mutante” che si attacca meglio alle bolle piene di nutrienti, e in cinque generazioni questa versione ha superato in numero le cellule originali. In pratica: si è vista la selezione naturale su qualcosa che, fino a ieri, non avremmo nemmeno chiamato vivo. Ma c'è di più: queste cellule non sono state brevettate. Adamala ed Endy hanno fondato una comunità di ricerca open source, Biotic, che investirà centinaia di milioni di dollari nei prossimi dieci anni per migliorare le SpudCell e renderle più autonome. Chiunque potrà partecipare, con l'obiettivo di arrivare a cellule sintetiche che possano fare cose che la natura non ha mai fatto: produrre nuovi tipi di farmaci, sottrarre CO2 dall'atmosfera, magari addirittura creare sostanze chimiche tossiche o carburante per razzi. La parte più sorprendente? Nonostante decenni di ricerca, nessuno sa ancora con certezza quanti geni servano per la vita minima. Il DNA umano ha decine di migliaia di geni e milioni di interruttori molecolari, e anche riducendo al minimo il genoma di un microbo, rimangono sempre geni di cui non si conosce la funzione. John Glass, che ha lavorato su questi genomi minimi da trent'anni, ammette che ancora oggi ci sono almeno 56 geni “fantasma” di cui non si sa nulla, ma senza i quali la cellula non vive. Questo spiega perché, invece di togliere pezzi, il team di Adamala abbia scelto la strada opposta: costruire la vita dal basso, combinando molecole morte fino a farle diventare qualcosa che si comporta da cellula. La scena più umana della storia arriva quando Adamala, dopo un anno di tentativi, vede finalmente le sue bolle di proteine dividersi in due. “Una volta che funziona, funziona”, racconta. Ma non tutto è già risolto: SpudCell deve ancora ricevere “a mano” una fabbrica di proteine già pronta, il ribosoma, perché non riesce a costruirla da sola. Senza questo aiuto, dopo 5-10 generazioni la cellula smette di funzionare. Endy paragona questa impresa al primo volo dei fratelli Wright: dodici secondi in aria non fanno un Boeing, ma cambiano la storia. E dietro le quinte c'è già la discussione su come evitare che qualcuno usi queste cellule per fini pericolosi: la scelta di lavorare in open source, dicono Adamala ed Endy, serve anche a mettere le regole prima che sia troppo tardi. Se pensavi che la vita fosse un interruttore acceso o spento, SpudCell dimostra che è una scala di grigi: la vita può iniziare dove meno te lo aspetti, anche tra provette e freezer pieni di proteine. Se questa storia ti riguarda, su Lara Notes puoi premere I'm In: non è un like, è il tuo modo di dire che ora questa idea fa parte del tuo modo di pensare. E se domani racconti a qualcuno che esiste una cellula fatta in laboratorio che si nutre e si evolve, su Lara Notes puoi segnare la conversazione con Shared Offline: è il modo per dire che ne avete parlato davvero. Questa Nota nasce da The New York Times e ti fa risparmiare 3 minuti.
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Questa cellula si nutre, cresce e si riproduce. Ed è artificiale.