Tetris: un gioco assurdo
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Tetris e il trionfo dell'assurdità.
Immagina un semplice videogioco in cui dei blocchi dalla forma strana cadono dall'alto e tu li giri e li inserisci all'infinito in file ordinate, ma i nuovi pezzi arrivano sempre più velocemente, finché il fallimento non diventa inevitabile. Questo è Tetris, un gioco che, sotto sotto, cattura l'eterna lotta umana contro l'insensatezza e la futilità.
Tetris, nato in Unione Sovietica nel 1984, è più di un semplice passatempo o di una prova di riflessi. È un'eco moderna dell'antico mito di Sisifo, la figura condannata a spingere un masso su una montagna, solo per vederlo precipitare ogni volta che si avvicina alla cima. Come Sisifo, ogni giocatore di Tetris affronta un compito senza una vittoria finale. Non importa quanto sia alto il punteggio, non importa quanto perfettamente siano disposti i blocchi, il gioco ti supererà sempre. I pezzi continuano ad arrivare. La fine è sempre un fallimento. Non esiste un trionfo finale, proprio come non esiste un significato ultimo da cogliere nella vita.
Questa sfida infinita e impossibile da vincere traccia un potente parallelo con la filosofia dell'assurdo, esplorata da Albert Camus. Secondo il filosofo, gli esseri umani cercano disperatamente un significato in un universo indifferente ai loro sforzi. La consapevolezza che questa ricerca è destinata a fallire potrebbe portare alla disperazione. Eppure, insiste Camus, la risposta non è arrendersi. Invece, ci esorta ad abbracciare l'assurdo, a trovare la felicità nella lotta stessa, proprio come Sisifo deve immaginarsi felice del suo incessante lavoro.
Tetris incarna perfettamente questa filosofia. I giocatori sanno che perderanno, eppure tornano ancora e ancora, spinti non dalla promessa di un risultato duraturo, ma dal brivido del momento, dalla soddisfazione di una vittoria fugace, dalla semplice gioia del gioco. A differenza di Sisifo, che è punito con il suo compito, i giocatori di Tetris scelgono la loro sfida. Abbracciano volontariamente l'assurdo, trovando un significato nell'atto di giocare, non nel risultato.
In questo modo, Tetris diventa più di un gioco: diventa una celebrazione della resilienza e della sfida di fronte alla futilità. Ogni nuovo pezzo, ogni punteggio in aumento, rispecchia i nostri tentativi di costruire un significato dal caos, di andare avanti anche quando le probabilità sono contro di noi. Il piacere non sta nel vincere, ma nel giocare, nel persistere, nel fare del nostro meglio con i pezzi che ci vengono dati.
Quindi, la prossima volta che guardi quei blocchi cadere, ricorda: in quell'infinita ricerca, in quei momenti di concentrazione e flusso, non stai solo passando il tempo, ma stai partecipando a una piccola e gioiosa ribellione contro l'assurdità dell'esistenza. Proprio come Sisifo, continuiamo a giocare e, in quel gioco, troviamo il nostro tipo di trionfo.
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